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panoramica slide

carta viaggiatoreProviamo a viaggiare con l'immaginazione... anzi a metterci nei panni di un viaggiatore, sì ma del passato!

Sei in procinto di partire, vuoi trovare l’itinerario più breve e anche dove dormire e mangiare.... Oggi ricorreresti a una delle innumerevoli mappe o applicazioni disponibili sul web, a portata di smartphone.
Ma se la macchina del tempo ti riportasse al tempo della civiltà romana, come potresti viaggiare confortevolmente e trovare tutte le informazioni utili a percorrere le migliaia di chilometri della rete stradale dell’impero?
Consulteresti una mappa, come quella giunta a noi col nome di 'Tabula Peutingeriana', copia di un originale risalente con probabilità al IV sec. d.C.
Si tratta di una carta stradale che raffigura tutte le terre sotto il potere politico di Roma, sino ai remoti confini dell’India e della Cina! È un documento straordinario, costituito da un lunghissimo rotolo di pergamena dipinta con la rappresentazione di circa 200.000 km di strade, che mostra anche monti, mari, fiumi, foreste, città e luoghi di sosta... e dove sono indicate anche le distanze tra le tappe!

Stupefacente è anche il fatto che vi si possa trovare l’indicazione precisa di un luogo sanlazzarese, e per di più ancora esistente! A sei miglia da Bononia la mappa romana registra infatti una mutatio, cioè una stazione di posta, dal nome 'Isex fl(umen)', in vicinanza del guado del fiume. Le sue funzioni sono state successivamente ereditate dalla chiesa di San Giacomo dell'Idice, poi trasformata in oratorio privato e infine adibita ad abitazione privata (attuale via Emilia 383).

alba etruschiQuale migliore modo per conoscere meglio la cultura villanoviana, se non godersi un suggestivo docu-film girato da bravissimi rievocatori storici?

Definita come “la più remota espressione della civiltà etrusca, un'esperienza fondamentale per la definizione dell'identità culturale italiana”, la cultura villanoviana - che deve il suo nome a Giovanni Gozzadini che scoprì il primo nucleo di tombe a essa attribuibile presso la sua tenuta, la Villa Nova, nei pressi dell'attuale svincolo autostradale di San Lazzaro - si colloca cronologicamente nell'Età del Ferro, nei secoli fra il IX e il VII a.C., e geograficamente tra la pianura padana dell'attuale Emilia-Romagna e la Campania, dall’Adriatico al Tirreno.

Il video offre anche l'occasione di conoscere e ammirare splendidi oggetti conservati in diversi musei della regione, che rivivono nella loro remota quotidianità, grazie all'interazione delle immagini con le scene di rievocazione storica, curate fedelmente nei minimi particolari.

“L'alba degli Etruschi” è un docu-film del 2015, di Corrado Re, Nico Guidetti e Jeris Fochi, promosso da IBC – Servizio Musei e Beni Culturali e prodotto da Media Vision Cine & Video e Res Bellica, anche il Museo della Preistoria ha contribuito alla sua realizzazione.

 Guarda il VIDEO pubblicato su YouTube >> link  

Questa storia parte dal territorio di San Lazzaro al tempo dei Romani e arriva fino a... Londra!

 Aveva sotterrato tutti i suoi averi, sicuro che sarebbe potuto tornare in qualsiasi momento a riprenderseli. I risparmi di una vita! Ben 15 monete d’oro che aveva faticosamente messo insieme, a cominciare da quando nel 31 a.C. – militando nella legione VI di Marco Antonio – aveva ricevuto come paga un bell’aureus fatto coniare appositamente dal leader politico per ricompensare le truppe appena prima della battaglia di Azio. 

Si sa come andarono le cose: Antonio fu sconfitto da Ottaviano, destinato ad assumere il potere e a diventare primo imperatore di Roma, e i congedati con onore si ritirarono in gran parte a vita privata. Alcuni di essi si stabilirono a Bononia. A lui toccò un fiorente podere a Colunga e qui terminò probabilmente l’esistenza. Ma il suo gruzzolo era destinato a rimanere nascosto fino a quando nell’Ottocento fu scoperto casualmente dal mezzadro che lavorava gli stessi campicelli. La moneta più bella, quella più rara, quella ricevuta ad Azio fece subito gola ai collezionisti e dopo una serie di passaggi di mano è finita al British Museum, dove né è ricordata la provenienza da San Lazzaro di Savena.

Chi l’avrebbe mai detto che al legionario senza nome sarebbe toccato in sorte non di riavere il suo tesoro, ma un eterno ricordo e un fantastico viaggio attraverso il tempo da Colunga a Londra!

aureus colunga

 

[photo by courtesy of The British Museum London]