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LUCMAR piattoL’intensa urbanizzazione e l’espansione edilizia hanno progressivamente investito in questi ultimi anni il comparto a sud della via Emilia, proprio a partire dal capoluogo, confermando che via Caselle – dove è stato rinvenuto il complesso rustico di cui faceva parte il pozzo individuato nel 2006 - era una delle direttrici demografiche verso la pianura.

Inoltrandosi verso la storica frazione di Borgatella, nonostante i disturbi provocati dal corso del Savena e dalla sua confluenza nell’Idice, si rilevano una serie di tracce isolate di centuriazione e alcuni siti di maggiore consistenza, a cominciare da Villa Gardi/LUCMAR, dove viene ubicato un edificio rustico con fornace. Alcuni frammenti ceramici a vernice nera (una coppa su piede ad anello con stampiglia a rilievo a otto petali, un piatto da pesce con orlo a listello caratterizzato da vernice iridescente, una pisside, una lucerna di tipo “Esquilino”) per la loro cronologia alta - II sec. a.C., e in parte anche fine III sec. a.C. - collocano la nascita di tale stanziamento nelle prime fasi della colonizzazione e ne fanno, al momento, uno dei più antichi del territorio.

LUCMAR stampigliaUn sesterzio di Massimino il Trace con la Fides Militum offre un appiglio per valutare l’estensione del suo arco di vita.  Gaius Iulius Verus Maximinus (di origine barbara, nato in Tracia nel 173 circa e morto ad Aquileia Romana il 10 maggio 238ha regnato dal 235 d.C. sino alla morte. Imperatore-soldato, spesso impegnato in campagne militari, con questa moneta richiama la lealtà dell’esercito.

Come curiosità, si segnala il ritrovamento di una valvula in bronzo in bronzo, ossia un rubinetto “a maschio” da mettere in relazione con un impianto idrico al servizio del complesso.

Che questa porzione di pianura fosse notevolmete occupata da insediamenti è documentato, a ridosso  dell’innesto  fra i due corsi d’acqua,  dagli affioramenti  romani nel podere S. Francesco/Villa Vignoli,  dove una recente urbanizzazione e  i conseguenti lavori SNAM hanno intercettato una struttura abitativa portando alla luce un gruppo di pesi da telaio in terracotta  Da Luigi Fantini apprendiamo, inoltre, che  fin dal 1888 e poi nel 1895 si era verificata la scoperta di «fondamenta di antiche costruzioni, ed avanzi di pavimenti» e che «non è raro, anche al presente, in occasione di arature il vedere frammenti di materiale laterizio romano».  Lo stesso Fantini  (vedi la foto storica sottostante) aveva scavato due pozzi romani nel greto dell'Idice in loc. Borgatella nei pressi della confluenza con il Savena.

FIG04